DISAGIO PSICHICO: CARITAS, “PREOCCUPAZIONE PER I SUICIDI GIOVANILI”

Esprime “preoccupazione per l’aumento percentuale dei suicidi giovanili che sono espressione di un disagio psichico diffuso”, don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana, dopo l’apertura della prima conferenza nazionale sulla salute mentale in corso in questi giorni a Roma. I dati illustrati durante la Conferenza sono allarmanti: i problemi di disagio psichico toccano in media una famiglia su 2, ossia dieci milioni di italiani (3 milioni 200 mila maschi e 6 milioni 992 mila femmine). Sul problema dei suicidi giovanili, don Damoli ricorda che la Caritas aveva già denunciato, in un volume curato insieme alla Fondazione Zancan “La rete spezzata. Rapporto su emarginazione e disagio nei contesti familiari”, che nel 1998, “i suicidi realizzati da adolescenti sono stati 35 in tutto il territorio nazionale, mentre i casi di tentativi di suicidio sono stati 131. E’ un dato che, unito alle crescenti manifestazioni di varie forme di disagio giovanile, deve farci riflettere”. E a proposito dell’intenzione del ministro della sanità Umberto Veronesi di prolungare il progetto obiettivo per la tutela della salute mentale fino al 2003, don Damoli ritiene che il Progetto obiettivo sia “valido nei contenuti ma ancora inapplicato in molte Regioni. Ci preoccupa la disparità nella distribuzione delle strutture sul territorio e a volte la loro scarsa flessibilità rispetto alle esigenze delle famiglie”. Riguardo agli ospedali psichiatrici giudiziari ancora aperti don Damoli auspica “al più presto” – come annunciato da Veronesi – una definitiva chiusura: “Sono strutture con bassa qualità di offerta terapeutica – sottolinea il direttore della Caritas – e, soprattutto, non rispettano i diritti delle persone. Basti pensare al rischio di ritrovarsi praticamente condannati a restare a vita in queste strutture, su base discrezionale, senza alcuna possibilità di appello”. Don Damoli ricorda infine quanto il disagio psichico e la povertà siano spesso intrecciati: “Chi opera a fianco delle persone in difficoltà sa quanto l’uno sottenda l’altra, in particolare quando l’assenza di reddito non è un accidente occasionale, ma una condizione di lunga durata”.