CROAZIA: NUOVO APPELLO DELLA CHIESA PER IL RITORNO A CASA DEI RIFUGIATI CROATI

L’arcivescovo di Sarajevo, card. Vinko Puljic, e il vescovo di Banja Luka, mons. Franjo Komarica, hanno lanciato un appello per “una soluzione definitiva della situazione precaria in cui vivono decine di centinaia di rifugiati croati (cattolici) della Bosnia-Erzegovina” chiedendo alle più alte autorità della Bosnia-Erzegovina e della Repubblica croata “azioni più decisive” affinché sia reso possibile a “coloro che lo desiderano di ritornare sani e salvi nelle proprie case d’origine”. Dopo gli incontri di Natale e fine anno con i rifugiati croati cattolici, i due rappresentanti della Chiesa cattolica hanno chiesto alle autorità politiche “soluzioni concrete e definitive”. Nell’appello, sottolineano che sono passati 6 anni dalla fine della guerra e che “i politici devono assumersi la responsabilità di correggere le ingiustizie sofferte dalle vittime della guerra e di facilitare il loro rientro a casa”. Negli ultimi 5 anni, ricorda l’agenzia di stampa cattolica, Ika-Zagreb, solo 2.500 del 200mila rifugiati croati hanno potuto tornare nelle loro terre d’origine. Gli altri – affermano il card. Puljic e mons. Komarica – si sentono “dimenticati e traditi dai politici della loro stessa nazionalità etnica e dai rappresentanti della comunità internazionale”. Nel settembre scorso, si era svolta a Zagabria una tavola-rotonda sulla situazione dei rifugiati croati che aveva aperto “nuove speranze per una soluzione del problema” ma “nulla di significativo è stato finora fatto”.