DOCUMENTO DEI VESCOVI FRANCESI SULLE ELEZIONI COMUNALI, “UN’OCCASIONE PER LA DEMOCRAZIA”

Le elezioni comunali che si svolgeranno in Francia l’11 e il 18 marzo (in 36.000 comuni) sono, per i vescovi francesi, “un’occasione per la democrazia”. Lo ribadiscono in un documento reso noto oggi, che invita a “riabilitare la politica” e a superare “il disinteresse crescente” e “la disaffezione nei confronti di chi governa” da parte dei cittadini francesi. I vescovi si chiedono se, nonostante l’individualismo che sempre di più caratterizza le nostre società, esista ancora “la volontà di costruire un avvenire comune”. Indicando il comune come “luogo della prossimità” perché “è il primo livello amministrativo e politico più vicino e accessibile ai cittadini”, indicano l’ambito locale come “un campo di iniziative ed esperienze di reale fecondità”: lo dimostrano le numerose esperienze di democrazia, come i comitati di quartiere, i consigli consultivi, le associazioni, che si “rivelano come i veri polmoni della democrazia e testimoniano la volontà di numerosi cittadini di gestire meglio il loro vivere insieme”. I vescovi si dicono soddisfatti di alcune novità: tra tutte, il fatto che, per la prima volta in Francia, “la legge imponga parità tra uomini e donne nelle liste dei candidati per i comuni con più di 3.500 abitanti”. “Questa legge porterà un profondo rinnovamento tra chi sarà eletto. Bisognerà sostenere e incoraggiare le donne nel loro impegno, perché la collettività benefici pienamente della loro attenzione ai problemi del quotidiano, della loro intuizione, del loro savoir-faire”. Inoltre, sottolineano, “le prossime elezioni costituiscono una sfida importante per permettere ai più giovani di fare l’apprendistato della politica”: “Assumendo le responsabilità comunali – osservano – scopriranno i problemi tecnici ed entreranno nelle realtà umane più familiari: scuole, case di riposo, servizi sociali…”. Ma soprattutto, ribadiscono, le elezioni “dovrnno dare più consistenza alla fraternità”, cercando di far “rinascere solidarietà e prossimità, di ricreare legami tra le generazioni e di sviluppare la socialità”. Inoltre, anche per scongiurare i rischi di razzismo e xenofobia, suggeriscono di estendere il diritto di voto alle municipali anche ai “residenti originari di altri Paesi al di fuori dell’Unione europa”.” “” “