L’impegno per la libertà e la giustizia è stato al centro della catechesi del Papa per la consueta udienza del mercoledì. Il Pontefice ha reiterato l’appello per un totale condono o almeno una riduzione del debito internazionale dei Paesi poveri. Giovanni Paolo II ha citato l’enciclica “Dives in misericordia” (“La misericordia di Dio”, 30 novembre 1980): “La Chiesa condivide con gli uomini del nostro tempo questo profondo e ardente desiderio di una vita giusta sotto ogni aspetto”. E ha commentato: “Questo impegno di riflessione e di azione deve ricevere un impulso straordinario proprio dal Giubileo. Nella sua matrice biblica esso è una celebrazione di solidarietà”. Per questa ragione, ad esempio, nel mondo ebraico “i terreni alienati per varie vicende economiche e familiari venivano restituiti agli antichi proprietari”, ha ricordato il Papa. E ha proseguito: “E’ evidente la dimensione che si potrebbe chiamare ‘utopica’, proposta come concreto rimedio al consolidamento di privilegi e prevaricazioni: è il tentativo di spingere la società verso un ideale più alto di solidarietà, generosità e fraternità. Nelle moderne coordinate storiche il ritorno alle terre perdute potrebbe esprimersi, come ho più volte proposto, nel totale condono o almeno nella riduzione del debito internazionale dei Paesi poveri”.” “”Solidarietà dei poveri tra di loro – ha concluso il Papa – solidarietà con i poveri, alla quale sono chiamati i ricchi, solidarietà dei lavoratori e con i lavoratori. Vissuto così il Giubileo appena terminato continuerà a produrre abbondanti frutti di giustizia, di libertà e di amore”.” “