Una “adozione” insolita quella tra il settimanale della diocesi di Venezia “Gente Veneta” e Maria Teresa, una detenuta del carcere della Giudecca: attraverso il sito internet del settimanale (www.genteveneta.it). In questo modo Maria Teresa, 38 anni, bellunese, sta scontando una pena fino al 2007 per reati connessi al traffico di stupefacenti, può dialogare con l’esterno e crearsi così nuove amicizie. “Che la gente ci consideri – questo è il suo desiderio -, che cominci a capire che non siamo diversi”. Per chi è in carcere, spiega, il primo problema è infatti dare un senso al tempo da trascorrere: “Non vorrei mai arrivare a fare quello che fanno certe mie compagne, che stanno in cella, a letto, tutto il giorno, senza fare niente”. Maria Teresa – che tutti chiamano Terry – ha un talento prezioso che la porta a realizzare presepi fatti solo con elementi vegetali (foglie, rami, cortecce, erbe, fiori) provenienti dagli orti del carcere. ” “E i primi messaggi stanno già arrivando all’indirizzo internet di “Gente Veneta”. Una ragazza, Chiara, ringrazia Maria Teresa per “averci ricordato di non dimenticare mai il valore della nostra esistenza e di vivere ogni giorno intensamente”, anche perché “cercare l’altro, cercare la comunicazione con chi non è diverso da te ma che di diverso ha solo il luogo in cui vive, in cui spera, in cui ama, in cui sogna, in cui dispera, in cui piange e sorride”. Mentre un altro ragazzo, Andrea, rivolge a Maria Teresa parole di vicinanza e conforto sottolineando che “non sta certo nell’errore commesso la perdita del nostro valore e della nostra dignità: questa rimane intatta perché siamo amati a prescindere da ciò che abbiamo fatto”.” “” “