“Nonostante l’avvicinarsi della scadenza della legislatura sarebbe auspicabile” che al testo di legge contro il traffico di esseri umani, che giace presso la Commissione Giustizia della Camera, il Parlamento attribuisse una “precedenza – insieme a tutti quelli riguardanti i problemi della giustizia -“. Lo afferma “La Civiltà Cattolica” che nel primo numero del nuovo anno dedica un articolo di padre Michele Simone all’esame della “Relazione sul traffico degli esseri umani”, approvata lo scorso 5 dicembre dalla Commissione bicamerale antimafia. “Il traffico degli esseri umani infatti – sintetizza il periodico dei gesuiti – è diventato un grande affare internazionale, dominato da nuove organizzazioni criminali transnazionali”. La rapida approvazione da parte del Parlamento del testo che riforma l’articolo 600 del Codice di diritto penale, affiancando al concetto di “schiavitù quello di servitù”, consentirebbe anche di passare questo tipo di reato “sotto la competenza delle procure distrettuali antimafia. Infatti è chiaro agli investigatori che – nota padre Simone -, oltre all’aggiornamento normativo e ad una più efficace azione delle forze dell’ordine, è necessaria, insieme a una reale collaborazione tra gli Stati (di partenza, di transito e di destinazione), soprattutto un’intensa azione di intelligence per contrastare organizzazioni criminali come quelle sorte intorno al traffico clandestino delle persone, più che la semplice espulsione dei clandestini”. Una riprova, osserva “Civiltà Cattolica, “degli effetti di una migliore – anche se ancora migliorabile – collaborazione tra Italia e Albania è la diminuzione degli sbarchi di immigrati clandestini in Puglia passati da 46.481 del 1999 ai 14.157 del periodo gennaio-ottobre 2000. E’ questa la via da percorrere, insieme a quella degli aiuti allo sviluppo per i Paesi di provenienza degli immigrati”.