URANIO IMPOVERITO: OSSERVATORIO ETICO-AMBIENTALE, “I RISCHI MAGGIORI SONO PER I CIVILI”

“La denuncia delle morti dei militari sottintende i pericoli per la popolazione civile. Dobbiamo prendere atto che per questa i rischi sono maggiori. A Sarajevo era stata addirittura creata una zona d’esclusione, dove non si poteva andare perché erano stati sparati questi proiettili. Qualcuno, quindi, sapeva…” A parlare è Marco Saba, portavoce dell’Osservatorio etico ambientale, una Ong nata nel dicembre ’99 dopo aver riunito i diversi Comitati “Stop all’uranio 238” diffusi in diverse città. “Sono un cittadino qualsiasi che il 16 luglio ’99 ha fatto una denuncia ai carabinieri – spiega Saba -. Tutto cominciò quando, in quel periodo, lessi su ‘Avvenire’ un’intervista con un serbo che parlava dell’utilizzo di mini bombe atomiche. Da lì abbiamo raccolto documentazioni e costituito il primo Comitato. Poi tutto è confluito nell’Osservatorio che si occupa di qualsiasi tipo di inquinamento. Avevamo mandato un piccolo dossier a diverse organizzazioni ambientaliste ma non interessava a nessuno. Sino a pochi mesi fa non riuscivamo ad avere spazi sui giornali. Ho scritto per mesi a tutti i giornalisti, a tutti i deputati e senatori, allegando i documenti sulla Sindrome del Golfo. Mai una risposta. Abbiamo, invece, trovato un video del Pentagono che risale al 1995 e serviva per addestrare le truppe. Oggi, con altri, potrebbe essere molto utile per sapere cosa è veramente accaduto”.