“Casa Madre Teresa di Calcutta” è un centro polifunzionale per malati di Alzheimer ed è stato scelto dalla diocesi di Padova come “segno” di carità per il Giubileo del 2000. Venerdì prossimo il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, benedirà il primo tratto di fondamenta della casa che nasce grazie alle offerte raccolte durante l’anno per un totale di circa un miliardo e mezzo di lire. L’opera, spiega in un comunicato la diocesi, vuole essere “segno tangibile di un impegno voluto e mantenuto e come elemento di connessione tra il Giubileo, tempo di semina, e il tempo del raccolto che segue l’anno di grazia”. Il progetto prevede la realizzazione di strutture per malati residenziali con 34 posti letto e nuclei per interventi diurni con un totale di 40 unità. Ogni struttura sarà provvista di servizi e tecnologie all’avanguardia con ambulatori, cucina, lavanderia, appartamenti per famigliari o assistenti, auditorium, spazi per volontari, personale, associazioni. La casa, spiega ancora la diocesi, nasce per “rispondere a una necessità emergente del nostro tempo” e per “dare alla chiesa di Padova la possibilità di trovarsi unita intorno a un servizio di carità destinato a durare nel tempo”. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito sacerdoti, religiosi, associazioni, gruppi, movimenti, parrocchie e privati. La curia vescovile di Padova ha stanziato 750 milioni provenienti dai fondi dell’8 per mille assegnati dalla Cei alle diocesi per opere di carità. Dopo l’inaugurazione e la benedizione del cantiere, i lavori una volta appaltati, riprenderanno in primavera per concludersi nel giro di un paio d’anni. Il progetto complessivo prevede una spesa di 12 miliardi e per sostenerlo è disponibile il seguente conto: ccp 12417366 intestato a “Casa – Madre Teresa di Calcutta”.