CINQUANT’ANNI DELL’ACNUR: APPELLO DEL PAPA PER I RIFUGIATI

Una “vergognosa ferita del nostro tempo”. Così alcuni anni fa Giovanni Paolo II aveva definito la situazione dei rifugiati nel mondo. Da allora, “il loro numero è sfortunatamente aumentato e la loro situazione è diventata più tragica”. Lo rileva il Santo Padre stesso in un messaggio inviato lo scorso 22 novembre a Sadako Ogata, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (in carica fino al 31 dicembre), in occasione del cinquantesimo anniversario dell’approvazione dello Statuto dell’Acnur, celebrato lo scorso 14 dicembre. Nel messaggio, reso noto oggi, il Papa sottolinea l’impegno di uomini e donne dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che spesso rappresentano l’unica “fonte di speranza e di aiuto” per tante persone “costrette a fuggire da guerre e persecuzioni”. E rileva come negli ultimi cinquant’anni la Chiesa e le sue organizzazioni abbiano lavorato a fianco dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite nelle difficoltà e in situazioni pericolose in tutto il mondo. “La Santa Sede – nota il Papa – ha condiviso molte gioie e dolori dell’Acnur, inclusi i tragici eventi che hanno sfigurato questo anniversario”. Di fronte alla drammatica situazione dei profughi, “all’alba di un nuovo millennio”, il Papa si appella a “tutti gli uomini e le donne responsabili” affinché compiano nuovi sforzi per realizzare il “grande ideale umanitario che è nel cuore della missione dell’Acnur: la protezione dei rifugiati e la difesa e la promozione della loro dignità”.