“Al termine dell’anno giubilare, si apre più viva che mai la questione dei ‘laici'”, scrive il filosofo Gaspare Mura in una nota che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir in vista della chiusura dell’Anno giubilare. “Non bisognerebbe aver paura di riconoscere – afferma Mura – che, anche a motivo dello svilupparsi negli ultimi decenni delle esperienze dei Movimenti ecclesiali, che hanno pressoché monopolizzato la formazione dei laici in una direzione univoca, improntata per lo più sullo stile della formazione ‘religiosa’, la discussione e la riflessione approfondita sulla vocazione e missione del laicato siano restate ferme agli anni del Concilio”.” “Gaspare Mura in particolare rileva “il bisogno impellente di una spiritualità dei laici che non sia una imitazione dello stato religioso. Che ne è oggi della autentica spiritualità dei laici che i testi conciliari, più che mai ‘profetici’ in questo senso, hanno auspicato? Ai sacerdoti ed ai religiosi spetta oggi il compito non di dirigere ma di formare i laici alla loro propria spiritualità. Compito tanto più urgente in quanto si sta sviluppando, e proprio tra i laici, una mentalità di ‘caste’, che ingenera l’impressione che esistano dei laici di serie A – quelli inquadrati soprattutto nei Movimenti – e laici di serie B, votati, come scriveva Maritain ‘alle follie del secolo e a uno stato riconosciuto normalmente di imperfezione cristiana’”.” “