PRESENTATO A ROMA IL "RAPPORTO 2001 SULLA LIBERTÀ RELIGIOSA NEL MONDO"

"La libertà religiosa nel mondo è ancora a rischio in numerosi paesi e, anzi, in diversi casi le maglie della censura e della persecuzione si fanno più strette": lo ha detto al Sir Attilio Tamburrini, direttore della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), che presenta questa mattina a Roma il "Rapporto 2001 sulla libertà religiosa nel mondo". Il volume, curato da Andrea Morigi e da Marco Invernizzi, illustra la situazione in 189 paesi a ognuno dei quali viene dedicata una scheda, anche nei casi in cui non si siano registrate violazioni di sorta. "In particolare segnaliamo la situazione in Cina, – spiega Tamburrini – dove in parallelo alla liberalizzazione economica cresce la stretta sul piano ideologico; l’Indonesia con le tensioni per la crescente estensione dell’applicazione della legge islamica; il Turkmenistan, paese poco conosciuto dall’opinione pubblica, che ha aumentato le interferenze sui gruppi religiosi minoritari rispetto alla maggioranza musulmana. E ancora – prosegue il direttore di Acs – il caso del Sudan dove la situazione è sempre più grave, come della Nigeria in cui il tentativo di estensione della sharija, la legge islamica, sta provocando resistenze armate nella federazione". Una curiosità sottolineata da Tamburrini riguarda la Svizzera, paese pur civilissimo, che "scende" ai livelli dei paesi di piena libertà religiosa, dopo l’abolizione, lo scorso 10 giugno, di una norma del 1874 che subordinava all’approvazione governativa l’istituzione di nuove diocesi cattoliche.