IMMIGRAZIONE: PITTAU (CARITAS), "NON È UNA SCELTA"

"Si dice che l’immigrazione è frutto della precarietà. Noi tutti siamo precari. Anche Gesù come uomo lo era". Franco Pittau, coordinatore del dossier statistico sull’immigrazione della Caritas italiana, interviene alla 51ª settimana nazionale di Aggiornamento Pastorale organizzata a S.Marino dal Cop (Centro Orientamento Pastorale) dal tema "Gli immigrati interpellano la comunità cristiana". "Le persone non scelgono. Sono costrette a emigrare. L’immigrazione è un segno di precarietà ma anche di ‘modernità’, frutto dell’inevitabile mobilità planetaria. In questa molteplicità di presenze ci dev’essere per forza un disegno divino che ci interroga". "Gli immigrati non sono rompiscatole, ma vittime dei meccanismi economici mondiali e del processo di globalizzazione che lascia l’esodo come rimedio estremo alla disperazione", continua Pittau. "Non possiamo disprezzarli come portatori di culture differenti, perché la cultura è qualcosa di precario così come lo è la nostra esistenza di cui è espressione. Non possiamo rifiutarli prendendo a pretesto che non sono della nostra terra, perché sono di passaggio, come lo siamo anche noi in una terra che dovremo comunque lasciare. Non possiamo rifiutarli in quanto seguaci di fedi differenti, perché Dio rimane comunque il Padre di tutti e come regola fondamentale di comportamento ci ha lasciato il comandamento dell’amore". "Bisogna superare l’egoismo personale e la chiusura societaria, anche se abbellite da tante belle parole. Non ha alcun senso opporsi all’immigrazione. Diverso è l’impegno per il contrasto dell’illegalità e per la creazione di società capaci di una pacifica convivenza".” “” “” “