PAPA IN UCRAINA: LA CHIESA COLLABORI CON LO STATO PER IL "BENE COMUNE"

I cristiani sono "parte integrante della nazione ucraina" e devono "cooperare attivamente con lo Stato nella promozione del bene comune", attraverso una "carità sociale" che si traduce in "servizio alla cultura, alla politica, all’economia, alla famiglia, perché dappertutto siano rispettati i principi fondamentali dai quali dipende il destino dell’essere umano e il futuro della civiltà". Lo ha detto oggi il Papa, nella cerimonia di congedo all’aeroporto di Leopoli, invitando gli ucraini a guardare "con fiducia verso l’avvenire", anche se "ancora doloranti sono le cicatrici delle tremende ferite subite lungo interminabili anni di oppressione, di dittatura e di totalitarismo, nei quali i diritti dei popoli sono stati negati e conculcati". Oggi il popolo ucraino, ha sottolineato infatti Giovanni Paolo II, "riacquistata finalmente la libertà con dedizione tenace e concorde", ha avviato "un’opera di riscoperta" delle sue "radici più vere" e si sta "impegnando in un laborioso cammino di riforme, per dare a tutti la possibilità di vivere ed esprimere la propria fede, la propria cultura e le proprie convinzioni in un quadro di libertà e di giustizia". "L’unità e la concordia": è questo, ha sottolineato il Papa, "il segreto d’un vero e stabile progresso sociale" e la strada attraverso cui l’Ucraina, "patria di fede e di dialogo, potrà vedere riconosciuta la sua dignità nel consesso delle nazioni". L’augurio del Pontefice, quindi, è che "l’Ucraina possa inserirsi, a pieno titolo, in un’Europa che abbracci l’intero continente dall’Atlantico agli Urali", partendo proprio dal "patrimonio incancellabile" della sua storia "passata e recente", in cui l’Ucraina ha "difeso l’Europa" nella sua "instancabile er eroica lotta contro gli invasori". Dopo aver rivolto un "saluto rispettoso e cordiale" alla Chiesa ortodossa, il Papa ha ricordato il "battesimo di sangue" che i cristiani hanno ricevuto durante le "tremende persecuzioni del XX secolo", in cui "numerosissimi sono stati i testimoni della fede, non solo cattolici ma anche ortodossi e riformati". ” “” “