Oggi, 26 giugno, in occasione della Giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura, il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) inaugura a Roma (via della Reginella 23, dalle 16.00 alle 19.00) il Laboratorio di restauro "Libre" nell’ambito del Progetto Vitoaccoglienza e cura delle vittime di tortura. Il laboratorio fa parte di un progetto-pilota che vede coinvolti 6 sopravvissuti alla tortura e un formatore, esperto nel restauro di tappeti e tessuti d’arte tribale. "Lavorando insieme al restauro, si crea una collaborazione tesa ad uno scopo comune spiega il Cir -, non soltanto legato ad un aspetto produttivo, ma con la valenza simbolica di restaurare e ricomporre parti di sé". Due sono infatti gli obiettivi del laboratorio: "il recupero dell’autostima e la riappropriazione della propria storia personale, per contribuire all’emancipazione e autopromozione dell’individuo; il recupero di antiche arti e mestieri, per acquisire una competenza spendibile sul mercato del lavoro". La tortura è una pratica utilizzata in molti Stati per infliggere intenzionalmente dolore e sofferenze psichiche e fisiche alla vittima per distruggerne la personalità. Sempre più spesso sono vittime di tortura i bambini, assoldati dagli eserciti locali o torturati per punire i genitori e terrorizzare la comunità, e le donne, costrette a vivere il doppio dramma dello stupro e della gravidanza forzata. La Convenzione contro la tortura (Cat) del 1987 è il trattato meno ratificato tra quelli principali sui diritti umani, con 123 Stati aderenti e 70 che ancora mancano all’appello. Ogni giorno la tortura viene praticata in oltre un terzo dei 188 Stati membri delle Nazioni Unite, inclusi quelli che hanno ratificato la Convenzione. Il bisogno di dare una risposta multidisciplinare al problema della tortura è stato riconosciuto nel 1999 da sei organizzazioni internazionali non-governative. In occasione della 55ma sessione della Commissione Onu per i diritti umani, è stata istituita la Coalizione internazionale delle ong contro la tortura. Il progetto Vito del Cir partecipa alla mobilitazione attraverso iniziative di sensibilizzazione e denuncia.