CRIMINALITÀ MINORILE: UN MANUALE EUROPEO PER LA PREVENZIONE

La criminalità minorile in Italia è in progressiva diminuzione: dai 24.817 minori denunciati nel 1990 il dato è sceso del 10% nel 1999, per un totale di 22.132. A renderlo noto è il Censis che rileva però tra i giovani l’aumento dei reati legati al traffico di stupefacenti e, soprattutto, l’abbassamento dell’età media di ingresso nei circuiti criminali. Un vero e proprio allarme sociale che spinge il 30% degli italiani a dichiararsi favorevole ad abbassare l’età minima della punibilità dagli attuali 14 ai 12 anni. Nel nostro Paese, tuttavia, i minori che delinquono sono il 2,8% del totale dei denunciati, contro il 23,9% del Regno Unito, il 21,3% della Francia e il 13,1% della Germania, Paesi che stanno sperimentando nuovi modelli di prevenzione del crimine coniugando repressione dell’illegalità e prevenzione dell’emarginazione. Nell’ambito del progetto Hope (Handbook for operators about prevention in Europe), finanziato dall’Unione europea e dal ministero della Giustizia, il Censis ha presentato oggi a Roma il "Manuale europeo per la prevenzione della criminalità", frutto di una collaborazione biennale con esperti internazionali in materia e rivolto a tutti gli operatori del settore. Un impegno, ha commentato il segretario generale del Censis, Giuseppe De Rita, "che per essere fruttuoso deve nascere dal basso e richiede un forte coinvolgimento del territorio, un intenso lavoro di base capace, al tempo stesso, di intrecciarsi con la dimensione verticale dello Stato". De Rita ha quindi sottolineato "la ricchezza di esperienze a livello territoriale già in atto in Italia" che dimostrano "lo sviluppo di una nuova responsabilizzazione della comunità locale verso i propri membri".