Risale al 1997 il "Piano d’azione contro la criminalità organizzata", primo documento varato dal Consiglio europeo di Amsterdam per un’azione comune degli Stati membri in materia di giustizia e sicurezza. Lo ha detto Anders Cedhagen, della Divisione giustizia e affari interni dell’Ue, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del "Manuale europeo per la prevenzione della criminalità" curato dal Censis. Lo "sviluppo di programmi nazionali di prevenzione e repressione della criminalità ha aggiunto Cedhagen – , la sinergia tra amministrazione della giustizia e società civile, e il continuo scambio tra Paesi membri delle esperienze rivelatesi più positive" hanno condotto alla creazione di un’apposita rete internazionale "approvata il 15 marzo 2001, che prevede le nomine da parte della Commissione europea e dell’Europol di alcuni soggetti di riferimento (non più di tre per ogni Stato), oltre alla creazione di un sito web per favorire la diffusione dei dati e la promozione dei progetti finanziati dalla Ue". Prevenzione dell’emarginazione, riqualificazione urbana anche attraverso l’istituzione di "25mila poliziotti di prossimità e 7mila assistenti di mediazione sociale" e "contratti locali di sicurezza" sono i tratti caratteristici del modello francese illustrato da Frederic Ocqueteau, capo del Dipartimento ricerca e formazione del ministero degli Interni del Paese. Su due livelli, statale e federale, si snoda la prevenzione della criminalità in Germania. Tra le azioni più significative, ""La ‘Città sociale’, un programma ha spiegato il direttore del centro sociale Camino, Sabine Behn di sostegno e recupero di zone svantaggiate e a rischio, 160 in tutto il Paese; e ‘Xenos’, mirato a combattere gli estremismi di destra e la xenofobia". Birgit Sommer, danese, vicedirettore del "Consiglio per la prevenzione del crimine", organismo indipendente che dal 1971 collabora con il ministero della Giustizia, ha sottolineato, l’efficacia del "partenariato tra scuola, polizia e servizi sociali" oltre "al coinvolgimento di tutti i cittadini, conforme alla cultura nordica", nell’opera di prevenzione della criminalità.