“Gli immigrati sono una risorsa irrinunciabile per il Paese”, perciò “è necessario modificare il nostro modo di guardare loro. Sono nostri fratelli ma sono anche indispensabili collaboratori e sostenitori del nostro livello di vita”. Lo ricorda mons. Gaetano Bonicelli, presidente del Centro di orientamento pastorale, presentando la 51a Settimana nazionale di aggiornamento pastorale dal titolo “Gli immigrati interpellano la comunità cristiana”, che si svolgerà a San Marino dal 25 al 28 giugno. “Non so quale sia la convinzione dei cristiani nelle nostre comunità – osserva mons. Bonicelli -. Ho l’impressione che prevalga ancora l’idea che siamo noi i benemeriti e i generosi a far posto agli immigrati. Il giudizio va rovesciato. Non possiamo certo approvare i rigurgiti di malavita legati a particolari cosche di immigrati e non possiamo invocarne il contenimento e il controllo” ma, sottolinea il vescovo, “senza di loro il nostro livello di vita è destinato a declinare, senza i loro contributi previdenziali salterebbe in pochi anni il nostro sistema pensionistico. Senza di loro molte aziende che sono il fiore all’occhiello della nostra economia sono destinate a fallire”. Nel corso del convegno verranno portate esperienze di accoglienza e integrazione degli immigrati e si cercherà di far emergere indicazioni pastorali per tutte le comunità cristiane. Nello stesso periodo, il 26 e 27 giugno, si terrà a Verona il convegno per celebrare i 50 anni della Commissione cattolica internazionale per le migrazioni. Interverrà, tra gli altri, anche mons. Alfredo Maria Garsia, presidente della Fondazione Migrantes: “Verso il fratello migrante io, uomo e cristiano dell’Occidente – afferma mons. Garsia -, non ho le mani del tutto pulite, ho un conto aperto da saldare; ci sono tanti poveri da una parte e pochi ricchi dall’altra, pochi ma tanto ricchi, troppo ricchi, fino a ridurre in povertà gli altri”. Finché “non si metterà in moto anche la globalizzazione della solidarietà – sottolinea – rimarrà aperto un problema di giustizia, un nostro debito da saldare con il resto del mondo”.