BANGLADESH: IL MONITO DEL PAPA “COOPERIAMO PER ASSICURARE UN CLIMA DI PACE E DI RISPETTO”

La condanna di tutti gli “atti di violenza e distruzione” ed un appello alla comunità civile e religiosa a “cooperare per assicurare un clima di pace e di rispetto”. E’ quanto esprime il Santo Padre in un telegramma inviato, tramite il card. Angelo Sodano, al vescovo di Khulna (Bangladesh), mons. Michael D’Rozario, subito dopo aver appreso la notizia del tragico attentato di ieri alla Chiesa cattolica di Baniarchar. Il Santo Padre assicura a tutti i parrocchiani la sua “vicinanza nella preghiera in questo momento di tragedia e perdite”. Parole di dolore e sconcerto sono state espresse anche da mons. Michael D’Rozario che raggiunto dall’agenzia vaticana Fides, negli Stati Uniti dove si trova per ragioni pastorali ed alcune visite mediche, dice: “Sono profondamente addolorato e scioccato dalla notizia dell’esplosione della bomba nella chiesa di Baniarchar. Non riesco a immaginare chi c’è dietro a questa strage. Condanniamo l’attentato e chiediamo immediate indagini. Prego per le vittime e i loro familiari. Sono sicuro che i miei collaboratori sapranno affrontare nel modo migliore questo momento di crisi”. Mons. Rozario ha affidato la gestione del lavoro ordinario a p. Jacob Suronjon Biswas. La bomba, ha raccontato sempre a Fides p. Jacob, è esplosa la domenica di Pentecoste durante la messa mattutina delle 7.30, a cui partecipavano circa 400 persone. I funerali delle 10 vittime si tengono oggi. Le responsabilità dell’attentato sono ancora da accertare. Si pensa a gruppi fondamentalisti islamici, ma nella Chiesa locale ci tengono a sottolineare che i rapporti fra comunità cattolica e islamica sono molto buoni e che i colpevoli sono solo terroristi. La diocesi di Khulna conta 14 milioni di abitanti, di cui 26mila cattolici, divisi in 11 parrocchie. La maggioranza della popolazione è musulmana (85%), gli induisti sono13%, i buddisti l’1,3%, presente anche una comunità protestante. Tra i problemi segnalati dalla chiesa locale, vi sono la crescita del fondamentalismo islamico e la grande povertà della popolazione.