MILANO: IL CARD. MARTINI, “NESSUNO SI SENTA STRANIERO NELLE NOSTRE CITTÀ”

Il cardinale Martini pensa a città “più aperte e solidali, dove nessuno si senta straniero”, fondate sul valore dell’amicizia, con reti solidali capaci di “raggiungere persone diverse per cultura, razza e confessione”. Un sogno che l’arcivescovo di Milano ha affidato sabato 2 giugno alle Caritas della diocesi di Milano, alla sesta festa della Caritas Ambrosiana, sul tema “Ha messo pace nei tuoi confini”. “I servizi resi ai poveri – ha detto Martini – sono segni di pace. A noi il compito di generarli nelle nostre città e nelle realtà sofferenti, perché chi guarda con gli occhi della fede può porre molteplici segni che antipicino e promuovano la pace piena e definitiva”. Il valore fondamentale su cui si regge una città, ha ricordato Martini, non è il semplice buon governo, ma l’amicizia in senso classico, “la cui caratteristica è operare per il bene e predisporre condizioni sociali e civili per uno sviluppo virtuoso”. Le Caritas hanno risposto all’invito del cardinale. “Con le parrocchie – ha detto il direttore della Caritas Ambrosiana don Virginio Colmegna – stiamo compiendo un cammino di solidarietà, condivisione e ricerca di pace, perché chi porta in sé i segni del disagio sia accolto e si allarghino i confini della cittadinanza”. La diocesi di Milano conta 850 Caritas parrocchiali e 236 centri di ascolto. Il loro compito – ha spiegato do Colmegna – è “ospitare gli ultimi della fila”: gravi emarginati, stranieri in cerca di aiuto, disabili, minori, donne in difficoltà. Molte le associazioni e le cooperative sociali promosse. Tra queste il consorzio “Farsi prossimo”, che con la raccolta di vestiti e scarpe usate ha dato lavoro ad oltre 50 soggetti svantaggiati e finanziato progetti di solidarietà. Non mancano i segni di pace: come l’associazione Pantonoikìa di Settala, che accoglie 18 famiglie straniere; e l'”Agorà” del centro Paroikìa di Abbiategrasso, che ospita mamme italiane e straniere con bambini.