G8: CASELLI (MEIC), "I CATTOLICI NON SI SONO ACCODATI AD ALTRI"

"I cattolici avevano il dovere di partecipare alle manifestazioni di Genova in occasione del G8. Non si sono affatto accodati ad altri: hanno partecipato con la loro identità e portando le loro proposte", così Lorenzo Caselli, presidente del Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) e preside della Facoltà di Economia dell’Università di Genova, interviene nel dibattito sul G8. "Non dobbiamo dimenticare – prosegue Caselli in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir – che i cattolici hanno giocato d’anticipo rispetto alle altre realtà che si sono mobilitate per il vertice di Genova".” “Infatti, spiega il docente, "i cattolici, in generale, e la comunità ecclesiale, in particolare, hanno fatto un discorso forte e chiaro, pienamente coerente con la dottrina della Chiesa. Penso, in modo particolare, a quei passaggi molto importanti della lettera del Papa, Tertio Millennio Adveniente, nella quale si afferma con forza che devono finire i tempi il cui il povero Lazzaro raccoglie le briciole che cadono dalla tavola dei ricchi, perché tutti sono chiamati a partecipare a pieno titolo alla mensa del mondo".” “"Pensiamo, ancora – prosegue Caselli – al problema della remissione del debito estero dei paesi più poveri. I cattolici hanno giocato d’anticipo rispetto agli altri anche su questo tema. Grazie allo sforzo di molte realtà della comunità ecclesiale e della stessa Conferenza episcopale, i temi della remissione del debito uniti a quelli della globalizzazione, della solidarietà, dell’uguaglianza, dell’unica figliolanza di tutti i popoli con il Padre hanno raggiunto anche l’ultima parrocchia del Paese. Ora questa consapevolezza e questa capacità di mobilitazione non devono essere disperse".” “