G8 E VESCOVI: LE SMENTITE DI PAX CHRISTI E DON RIBOLDI

“Senza entrare nel contenuto, Pax Christi dichiara la propria estraneità alla promozione del manifesto riportato oggi da alcuni organi di stampa”. E’ una smentita secca quella che arriva da Pax Christi dopo l’uscita sulla stampa della notizia di un manifesto-appello attribuito alla stessa associazione, firmato, a quanto pare, anche da tre vescovi, mons. Luigi Bettazzi, mons. Giuseppe Casale e mons. Antonio Riboldi, oltre che da un gruppo di teologi milanesi ed esponenti cattolici. ” “”Non sappiamo nulla di questo manifesto – dichiara al Sir don Tonio Dall’Olio, segretario generale di Pax Christi -. Nei giorni precedenti al vertice dei G8 il movimento cattolico internazionale per la pace aveva diffuso le proprie prese di posizione firmate dagli organi dirigenti. Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di strumentalizzazione politica. A chi ci chiede il testo del documento rispondo che non lo abbiamo perché non è una cosa promossa da Pax Christi”. “Io stesso – prosegue Dall’Olio – ho saputo della notizia dalla Gazzetta del Mezzogiorno dove Pax Christi è associata a Umberto Allegretti, tra i firmatari del documento, presentato come vice-presidente di Pax Christi. Allegretti, professore universitario, tra l’altro nostro amico, non è un teologo, né un vescovo e tantomeno vice presidente di Pax Christi. E’ chiaro, dunque, che su questa notizia qualcuno ci ha ricamato sopra”. “La posizione di Pax Christi – ribadisce – è quella già espressa a Genova all’incontro dei cattolici e subito dopo la fine del vertice e degli scontri che lo hanno contrassegnato”.” “Una smentita analoga viene anche da don Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra. Raggiunto dal Sir don Riboldi afferma: “Non ho fatto e sottoscritto nessun appello. Alcune mie personali dichiarazioni le hanno fatte diventare un appello”. “Il quotidiano ‘L’Unità’ – spiega il vescovo – mi ha chiesto un parere sul documento di teologi milanesi (ndr: la stesso smentito da Pax Christi) ed ho risposto che è necessario far chiarezza sui fatti di Genova”. Dichiarazioni che, nell’intenzione di mons. Riboldi, “miravano non a fare una scelta di ‘Poli’ ma a sapere la verità, per portare serenità e creare un clima di fiducia”. “Giova infatti a tutto il Paese sapere la verità sui fatti e se c’è stata una violenza gratuita questa va perseguita penalmente. Questa è la mia dichiarazione personale ma non ho mai sottoscritto o fatto nessun appello”. ” “