Il problema dei rifugiati "dovrà ritornare presto sul tavolo dei grandi, se si vuole tenere conto delle nuove generazioni, che premono e non possono aspettare": così mons. Carlo Caviglione, responsabile della pastorale sociale per la diocesi di Genova, commenta le parole del Papa all’Angelus di domenica scorsa. In occasione dell’anniversario dei 50 anni dalla Convenzione di Ginevra sullo "status dei rifugiati", ieri, da Castel Gandolfo, il Papa ha invitato tutti i credenti ad elevare una "preghiera a Dio perché sia bandita ogni forma di mobilità umana forzata; affinché le persone, le famiglie e i gruppi sociali possano salvaguardare le proprie radici e la propria identità".” “La realtà dei rifugiati e dei richiedenti asilo, commenta mons. Caviglione, "è di una dimensione enorme, a livello globale. Non ne risulta investito solo il nostro Paese. In non pochi casi, questa povera gente diventa oggetto di mercato, da parte della mafia organizzata. Quasi tutti i giorni se ne ha una dimostrazione penosa sulle nostre coste. In merito, non sono poche le iniziative cattoliche che, ormai da anni, svolgono un puntuale servizio d’accoglienza. Questo però non basta, poiché le stesse Istituzioni sono chiamate a studiare, e risolvere nel migliore dei modi, questo problema. Interessa oggi decine di migliaia di singoli immigrati e, più ancora, di loro familiari, spesso impediti di raggiungere i propri cari. Le leggi, tutto sommato, sono ancora inadeguate".” “"Proprio in occasione del G8 a Genova conclude Caviglione – si è parlato di mobilità, denunciando una situazione assurda. Nell’era della globalizzazione si assiste a questo fenomeno. Sono globalizzate le risorse economiche, ma non le politiche e le persone. Il denaro può circolare liberamente da un Paese all’altro, ma gli uomini e le donne no, specialmente se si tratta di bambini. I rifugiati politici poi si trovano in condizioni anche peggiori. Mancano leggi a loro protezione". Perciò sia auspica che questo tema torni al più presto all’attenzione dei "Grandi".” “” “