LEGGE SULL’IMMIGRAZIONE: DON NOZZA (CARITAS ITALIANA), “PERPLESSITÀ E INTERROGATIVI”

Reato di clandestinità, abolizione dello sponsor, riduzione degli immigrati a “pura forza lavoro” e restringimento delle possibilità di ricongiungimento: su questi punti del testo della nuova legge sull’immigrazione, anticipata oggi da alcuni organi di stampa, esprime “perplessità” don Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, pur precisando che non si vuole “dare giudizi affrettati su ipotesi e congetture” e confidando “in un atteggiamento costruttivo da parte di quelle forze di maggioranza più attente al fenomeno immigratorio”. La Caritas italiana ritiene opportuno evidenziare alcuni interrogativi sui tre grandi temi che dovrebbero essere oggetto di modifiche legislative: “Circa il reato di clandestinità – precisa don Nozza – ci si chiede se un reato del genere possa configurarsi nel nostro ordinamento giuridico (l’attuale legge sull’immigrazione prevede l’arresto solo in caso di rientro illegale). In secondo luogo viene posto il problema di situazioni che meritano un’attenzione particolare e richiedono tempo: si pensi ad esempio a quelle vittime della tratta che trovano il coraggio di uscire dal giro. In terzo luogo c’è il timore che l’introduzione di un reato di questo genere possa essere un’arma in più per il mondo della criminalità, che tenderà a ‘proteggere’ chi più può pagare o chi può più facilmente essere sfruttato”. (segue)