"Un vulcano ‘buono’ che di tanto in tanto, si riprende tutto, e qualche volta con gli interessi". E’ il commento di oggi del settimanale della diocesi di Catania, "Prospettive", alle eruzioni dell’Etna, in atto in questi giorni.” ” "Da giorni e giorni si legge nell’articolo – siamo lì a monitorare la ‘montagna’, a fare previsioni, siamo andati sulle tracce dei vulcanologi e dei geologi perché ci spiegassero le cose che sappiamo da decenni, se non da secoli: che, cioè, l’Etna è un vulcano buono, che le sue eruzioni possono durare inoffensive per mesi e mesi; che da sempre ci dà materiali, bellezza, lavoro e turismo; che probabilmente sui suoi immensi fianchi abbiamo costruito troppe cose, facendo finta che sotto i nostri piedi non ci fosse una fornace accesa".” “Eppure, secondo il settimanale "la storia dell’Etna si ripete con una puntualità quasi burocratica". "Le fenditure sui fianchi" ricordano l’eruzione del 1981: "anche allora si parlò di misure per rallentare e deviare la colata, per impedirle di travolgere il lavoro dell’uomo che convive con il vulcano e gli strappa palmo dopo palmo per edificare la propria casa, per aprire una strada di servizio". Ma finita l’emergenza "si tornò a riaprire strade, a costruire case, ristoranti e alberghi, a piantare alberi, a impiantare industrie estrattive e di trasformazione della pietra lavica". "Come dar torto si chiede il settimanale – a chi dall’Etna ha tratto il proprio sostentamento e ha trasformato i deserti di pietra in territori umani, in ricchezza e lavoro anche per i giovani?". "Tutto sacrosanto conclude "Prospettive" -. Ma lo è anche il fatto che l’Etna, di tanto in tanto, si riprende tutto, e qualche volta con gli interessi, come accadde con Mascali neanche un secolo fa. C’è una "logica" anche in questo, ed è la logica della natura che non si ferma davanti ai sentimenti dell’uomo, così come quest’ultimo non si è posto limiti, nell’ultimo secolo, alla sua sete di conquista, di sfruttamento e di devastazione delle risorse naturali. Che non sono state create per ricevere i nostri scempi, la nostra immondizia e il nostro cemento".” “” “” “