G8: MORO (ASSOCIAZIONI CATTOLICHE), "POCHE NOVITÀ PER I POVERI"

"Non ci sono grandi risultati" in merito alle proposte del Manifesto consegnato agli otto leader del G8 dalle associazioni cattoliche: lo afferma, in una intervista che verrà pubblicata nel prossimo bisettimanale del Sir, l’economista Riccardo Moro, coordinatore dell’incontro delle associazioni cattoliche il 7 luglio a Genova e della campagna ecclesiale per la remissione del debito estero. Dal G8 "attendevamo qualche segnale facile da dare, ad esempio sul debito, sull’aumento dell’aiuto allo sviluppo. L’unico elemento positivo è un accenno sui paradisi fiscali nel documento dei G7". Moro commenta passo dopo passo i vari punti del comunicato finale dei G8: "nulla di nuovo" sul debito estero, la Tobin tax "non è stata nemmeno trattata", non c’è "la volontà di incrementare gli aiuti allo sviluppo", né "l’esigenza di riconsiderare la legislazione sulla proprietà intellettuale per favorire l’accesso ai medicinali da parte delle popolazioni più povere" a parte qualche "eccezione". Positiva è la destinazione di soldi alla lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria, "ma la cifra a disposizione non è così elevata da poter risolvere i drammi del pianeta" visto che "con un miliardo e 300 milioni di dollari stanziati ogni cittadino povero ha a disposizione meno di un dollaro". A proposito della presa di posizione delle associazioni cattoliche Moro spiega che "è valsa la pena far vedere che avevamo qualcosa da dire, per costruire dialogo e sintesi tra di noi, per mostrare che c’è profonda unità sulle questioni fondamentali e fare il nostro dovere di cittadini". "Questo esercizio di responsabilità – precisa – va fatto anche quando non contiene possibilità di successo: è come la responsabilità educativa". E ribadisce come "irrinunciabile" un atteggiamento di "non violenza assoluta, totale, senza condizioni" che "prevede azioni anche indirettamente non violente. Non ci si può prestare a giochi che altri fanno usandoci come strumenti per la loro violenza, sia quella di contestazione, sia quella di Stato". Sul futuro del movimento cattolico Moro intravede la continuazione della riflessione sul "piano culturale" e politico (nel senso ampio del termine).” “” “” “