"Montanelli non era molto lontano dalla Chiesa, anzi ne aveva un profondo rispetto. Ma il rispetto per la propria onestà intellettuale gli impediva di professarsi religioso senza esserne pienamente convinto". Così Mario Cervi, direttore de "Il Giornale" ricorda, in un’intervista rilasciata al Sir, e pubblicata sul prossimo numero insieme al ricordo del card. Ersilio Tonini, Indro Montanelli, decano dei giornalisti italiani, scomparso ieri a Milano all’età di 92 anni. ” “"Era incerto prosegue Cervi che di Montanelli è stato grande amico e per questo non voleva azzardare qualche gesto che potesse far presumere che avesse perso ogni dubbio e raggiunto una certezza". Secondo il direttore de "Il Giornale" Montanelli non poteva dissociare la realtà terrena della Chiesa da quelli che erano certi suoi ideali religiosi. Era un uomo che aveva una sensibilità estrema, aveva delle antenne così sottili per capire i misteri della vita e forse dell’altra vita". Ricordando la frase di Montanelli "ho sempre cercato Dio e non l’ho mai trovato. Ma se dovessi trovarmi un giorno davanti ad un Giudice supremo certo sarei io a fare di Lui l’accusato", Cervi ricorda che "egli notava nel mondo un’infinità di cose ingiuste delle quali avrebbe voluto chiedere conto a questa entità suprema nel momento in cui gli si fosse trovato di fronte. Montanelli era polemico e rigido ma nel privato ragionevole e tollerante perché era indulgente sui difetti degli uomini. E credo che sia stato indulgente anche verso i difetti di questo ente supremo. Per questo adesso immagino un incontro finito in un abbraccio". ” “Infine morte e malattia, due argomenti ‘cari’ a Montanelli. "Ne parlava spesso riferisce Cervi – Si era battuto molto per l’eutanasia perché ricordava l’immagine della moglie colpita da ictus. Era convinto che lei lo supplicasse di toglierle la vita, rinchiusa com’era in questa ‘corazza’ immobile. La sua ossessione conclude – era la malattia debilitante che ti umilia come persona. E sono contento che sia stato sottratto a questa sorte".” “” “