G8: PADRE LA MANNA (VEGLIA DI BOCCADASSE), “LA PREGHIERA E’ PIU’ FORTE DELLA VIOLENZA”

“La preghiera è uno strumento universale che ci dà forza e ci permette di andare avanti. Tutto ciò che è accaduto ieri è entrato nella preghiera e, di fronte alla violenza, si rafforza il desiderio di qualcosa di positivo”. Così padre Giovanni La Manna, gesuita, tra i promotori della veglia dei missionari in corso in questi giorni nella chiesa di sant’Antonio di Boccadasse a Genova, riassume il senso dell’incontro, organizzato insieme a musulmani, buddisti e anglicani per far sentire “il grido dei poveri” ai leaders dei G8. “I G8 hanno la loro lettura della realtà – dice padre La Manna -, noi abbiamo la nostra, che è solo una mediazione fatta a partire dai poveri. I cattolici devono essere lì dove è presente la gente. I documenti del magistero della Chiesa ricordano che tutti siamo responsabili di tutti. La nostra posizione è quella di chi dice che la globalizzazione è già in atto e non si può rifiutare, però bisogna farla diventare giusta e solidale”. Padre la Manna, a nome dei partecipanti alla veglia, ribadisce la sua “tristezza profonda” per i drammatici episodi di ieri, ricordando che “la violenza impedisce qualsiasi forma valida di dialogo e confronto”. La presenza di persone appartenenti ad altre religioni – che hanno animato la preghiera con i loro riti – è uno dei modi “per esprimere il nostro desiderio di dialogo – aggiunge -. È stato bello vedere che sui temi della povertà, della giustizia, della revisione del debito, ci si trova d’accordo e si lavora bene insieme