LA SANTA SEDE RATIFICA IL TRATTATO DI MESSA AL BANDO DEGLI ESPERIMENTI NUCLEARI

Alla vigilia della visita del Presidente degli Stati Uniti, George Bush, al Papa, lunedì 23 luglio a Castel Gandolfo, la Santa Sede ha ratificato il Trattato di interdizione totale degli esperimenti nucleari. Si tratta di un atto privo di effetti pratici, perché naturalmente la Santa Sede non ha mai promosso esperimenti di questo tipo, ma ricco di conseguenze politiche: "Con questa ratifica – si legge nella dichiarazione annessa allo strumento di ratifica depositato ieri, 18 luglio, presso le Nazioni Unite a New York – la Santa Sede punta a favorire la genuina promozione di una cultura di pace fondata sul primato della legge e del rispetto della vita umana. Al principio del terzo millennio, l’attuazione di un sistema di disarmo generale e completo, capace di favorire un clima di fiducia, cooperazione e rispetto tra gli Stati, rappresenta un elemento indispensabile per la realizzazione di una cultura della vita e della pace. Nel portare sostegno morale al Trattato, con questo solenne atto di ratifica, la Santa Sede incoraggia l’intera comunità internazionale, che è consapevole delle diverse sfide che sono sulla via del disarmo nucleare, ad intensificare gli sforzi per assicurare l’esecuzione del Trattato".” “Mons. Renato Martino, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, che ha materialmente depositato lo strumento di ratifica del Trattato, per conto della Santa Sede, ha ribadito la ferma convinzione che "le armi nucleari sono incompatibili con la pace alla quale aspiriamo per il 21° secolo". Il Trattato di interdizione totale degli esperimenti nucleari era stato adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 settembre 1996 ed era stato sottoscritto dalla Santa Sede il 24 settembre successivo.” “