G8: ICRA: “LA FAME NEL MONDO È DOVUTA ALLA MANCANZA DI DEMOCRAZIA”

“La fame non è causata dalla mancanza di cibo, ma dalla mancanza di democrazia”: lo dice il documento inviato oggi dall’Icra (Associazione internazionale rurale cattolica), al ministro degli esteri Renato Ruggiero e al card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale ligure sui temi del G8. L’organismo internazionale riconosciuto dal Vaticano (al quale aderiscono, per l’Italia, Coldiretti, Cisl, Acli Terra, Mcl, Confcooperative e altre) sostiene che le discriminazioni economiche colpiscono soprattutto le popolazioni rurali (il 52,5% degli abitanti del mondo), per lo più escluse dai processi di sviluppo tecnologico e culturale e soprattutto “stremate dalla fame e dalla insicurezza alimentare”. Il G8 dovrà quindi, ad avviso dell’Icra, offrire ai “senza terra” (contadini, braccianti, popolazioni indigene) le garanzie sociali e politiche per avviare un vero riscatto di tali popolazioni. Tra le ricette proposte nel documento sono il “rafforzamento delle politiche sociali per garantire i diritti umani nei paesi più poveri”, l’adozione di una “democrazia inclusiva che protegga i diritti dei contadini”, “l’azione dei gruppi più importanti della società (organizzazioni sindacali e ong)” per tutelare i diritti umani: il fine ultimo deve essere “la partecipazione delle popolazioni rurali ai processi decisionali, in particolare a quelli che li riguardano direttamente”. I Governi afferma l’Icra “devono incoraggiare le alleanze per il controllo del rispetto e la promozione dei diritti umani, in questo senso la libertà di associazione economica, politica e sindacale nel mondo rurale è una pietra miliare”. A proposito della distribuzione della terra, l’Icra afferma che oggi occorre piuttosto “una nuova distribuzione mondiale delle attività produttive, che renda possibile uno sviluppo solidale”.