INTERNET: RODOTA’, ATTENZIONE ALLE "DERIVE TECNOLOGICHE". COLOMBO: "C’È UN ALTRO PERICOLO"

In Italia si inviano 20 milioni di messaggi "sms" al giorno, mentre i dati di traffico conservati dalle società telefoniche sono ben oltre i 100 miliardi, che "consentono di ricostruire l’intera rete delle relazioni personali, sociali, economiche di ciascuno di noi nei passati cinque anni". Sono alcuni dati della relazione annuale tenuta oggi, a Roma, dal Garante per la protezione dei dati personali, Stefano Rodotà, che ha messo in guardia dal rischio di "derive tecnologiche" insito in ogni progresso in questo campo, attraversato da cambiamenti sempre più rapidi e difficili da governare. "Una certa dose di ambiguità – dichiara al Sir Fausto Colombo, direttore dell’Osservatorio sulla comunicazione dell’Università Cattolica di Milano – è connaturale alle nuove tecnologie, che da un lato rappresentano un forte incentivo alla democratizzazione, ma dall’altro sono fortemente ‘rintracciabili’. Il fatto, però, che sia oggi tecnicamente possibile monitorare la vita di milioni di persone, non comporta però che tale controllo avvenga di fatto". Il vero problema, allora, per Colombo sta nel fatto che "rispetto agli avanzamenti tecnologici si verificano vere e proprie trasformazioni sociali, come la tendenza sempre crescente dei cittadini a delegare su terreni che si rivelano però ‘sdrucciolevoli". Il pericolo reale, quindi, per Colombo è che "si arrivi ad una sorta di negoziazione di rapporti di potere, culturali e sociali, spesso non consapevole, guidata dal ‘non detto’ sul piano politico e da una non sufficiente consapevolezza sul piano tecnologico". Il diritto dei cittadini ad una "informazione di qualità", allora, secondo Colombo diventa sempre più essenziale, ed il ruolo dei comunicatori si rivela "decisivo, se inteso in senso critico, rivolto a contrastare la crescente tendenza all’omogeneizzazione dei dati". ” “” “