"Ricorrere alla violenza non serve, può forse esasperare o scoraggiare qualcuno, può creare tensione e allarme può, purtroppo, ferire e uccidere ma non porta alla giustizia ed alla libertà". L’invito ad abbandonare ogni metodo di contestazione violenta viene da don Carlo Caviglione, dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Genova, dopo che in città questa mattina un carabiniere è rimasto ferito a causa dell’esplosione di una "busta-bomba", che si è verificata nella stazione dei carabinieri di San Fruttuoso. In attesa degli accertamenti, dalla diocesi arriva un monito. "Contestare in forme violente dice don Carlo Caviglione – non ha senso e non approda a nulla. Anche quando ne sono vittime, come sempre accade, le forze dell’ordine. Le quali, da parte loro non hanno scelto né G8 né anti-G8, ma sono chiamate a compiere il loro dovere a tutela dei cittadini e delle autorità democraticamente costituite. Prendersela con chi è stato posto a difesa dell’ordine e della sicurezza, perché siano rispettate le persone e le cose, tanto pubbliche che private è, come ogni attentato, un atto vile".