"Non si è trattato di una gita per evadere, ma di un momento, in cui i giovani, superando le difficoltà della montagna, hanno provato a lanciare un messaggio di speranza al mondo". È il commento rilasciato al Sir da mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, sulla tre giorni alpina (13 -15 luglio), vissuta da 105 giovani sull’Adamello (Dolomiti), dove il Papa aveva compiuto due visite nell’84 e nell’88. "Ripercorrendo le orme del Papa – continua mons. Bressan – e avendo come modello Piergiorgio Frassati, questi giovani hanno fatto esperienza dello stare insieme superando se stessi. Di sicuro la montagna ha imposto fatica, ma il camminare in cordata, accomunati da un unico desiderio, ha permesso di vivere tutto ciò con la semplicità propria dei giovani". Il camminare, poi, tra i fili spinati e i cannoni della Grande guerra, ancora presenti sull’Adamello, ha richiamato a tutti il bisogno di pace per l’Europa. "È stato come prendere coscienza ha dichiarato padre Alfredo Ferretti, responsabile della pastorale giovanile e del centro Giovanni Paolo II della diocesi di Loreto che l’Europa cerca ancora la propria dimora nel mondo della pace". Anche questo "come i ripetuti discorsi, mentre si camminava, – aggiunge padre Alfredo – sul prossimo appuntamento del G8" sono segno evidente "che i giovani hanno sempre gli occhi rivolti al mondo e ai suoi problemi".” “Il pellegrinaggio sull’Adamello è stato anche preparazione all’appuntamento di Loreto, fissato per il 15 settembre 2001, in cui "i giovani – spiega il religioso – cercheranno di riscoprire la spiritualità d’occidente ed oriente come loro casa" e alla prossima Gmg di Toronto (Canada). ” “