FECONDAZIONE ARTIFICIALE: UN TEOLOGO SU EMBRIONE DI TOPO AUSTRALIANO E SCOOP

"Generalmente gli scienziati pensano che non ci debbano essere limiti alle conoscenze, e che limiti debbano essere posti solo alle loro applicazioni": è un’affermazione del premio Nobel Renato Dulbecco apparsa ieri su un quotidiano nazionale in seguito all’annuncio dato nei giorni scorsi della creazione a Melbourne (Australia) di un embrione di topo utilizzando un ovocita normale nel quale è stato introdotto un nucleo proveniente da una cellula somatica femminile, dunque senza il contributo del seme maschile. Concorda con la dichiarazione il teologo moralista Marco Doldi in una nota che uscirà sul Sir di domani, chiedendo però se questa affermazione "può essere " ancora "sostenibile in modo serio, perché la tecnica odierna richiede un’immediata applicazione per verificare la correttezza della tesi di partenza e proseguire la ricerca". Tuttavia, argomenta "è davvero necessario passare alla fase applicativa?". Oltre ai gravi rischi legati alle manipolazioni dei cromosomi, Doldi esprime perplessità sulla "modalità di comunicazione della notizia" divulgata direttamente ai media e di fronte alla quale "qualcuno ha subito condannato, qualcun altro è rimasto scettico davanti ad un mondo scientifico sempre più potente, qualcun altro ancora ha esultato: se questa tecnica venisse un giorno applicata con successo al mondo umano – avverte – sarebbe accresciuta la libertà della donna nel disporre della propria sessualità e del proprio corpo". Secondo il teologo, "immaginare che ci siano alcune possibilità di creare una vita artificiale, che prescinda dalle leggi di natura" non significa "migliorare l’ambiente e la qualità della vita", quanto piuttosto "abolire le basi stesse della vita così come è giunta a noi", e neppure la sterilità maschile all’interno di una coppia può giustificare tali mezzi. "Perché – conclude – la ricerca medica non si rivolge là dove l’uomo è davvero malato" anziché sostenere i costi di "altre tecniche di fecondazione assistita che sono in realtà degli accanimenti vitalistici?".