OLIMPIADI 2008: MONS. MAZZA (CEI), “LA CANDIDATURA DELLA CINA LASCIA MOLTE PERPLESSITÀ”

“In forza dei significati che un’Olimpiade moderna ha in sé e vuole promuovere, il voler candidare la Cina come sede delle Olimpiadi del 2008 crea certamente molti interrogativi e perplessità sia di ordine generale sia in riferimento ai valori storici, essenziali e irrinunciabili, che fanno parte del patrimonio stesso dei giochi olimpici”. A parlare è mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport. Venerdì prossimo a Mosca il Comitato olimpico internazionale dovrebbe assegnare la sede delle Olimpiadi 2008 ad una delle cinque città-candidate: Pechino, Parigi, Toronto, Osaka e Istanbul. Contro una probabile vittoria di Pechino si è già dichiarato oggi il quotidiano “Avvenire” che in un editoriale ricorda al Cio le 1.781 esecuzioni capitali eseguite negli ultimi tre misi, le oltre 260 mila persone detenute per reati ideologici e i 150 monaci tibetani rinchiusi in carcere. “Non è proponibile – commenta mons. Mazza – una candidatura che offre già fin d’ora degli elementi in contrasto con lo spirito dei giochi olimpici”. “Le Olimpiadi – spiega mons. Mazza – contribuiscono a valorizzare l’attività sportiva del paese ospitante, dando un suggello agli sforzi compiuti di promozione sportiva. Offrono inoltre a quel paese la possibilità di acquistare un peso culturale e politico sul piano internazionale. I giochi rappresentano inoltre un valore economico per il paese che ne diverrà sede”. Se “sono diverse – aggiunge mons. Mazza – le motivazioni che portano poi alla scelta, né le sole ragioni economiche né le sole ragioni politiche non sono sufficienti per candidare una città piuttosto che un’altra”. In vista delle decisioni che verranno prese a Mosca dal Cio, Mons. Mazza chiede che siano evitate qualsiasi “strumentazioni politiche delle Olimpiade perché nei ridurrebbero il valore universale”.