Le attività finanziarie della Santa Sede sono quelle che, complessivamente, hanno influito di più sulla crescita dei ricavi. Tali attività si sono chiuse con un avanzo di 125 mld e 184 mln, superiore di circa 38 mld rispetto all’anno precedente. "Questo brillante risultato ha commentato il card. Sergio Sebastiani è dovuto in sostanza a tre fattori: l’apprezzamento del dollaro; la tenuta del mercato finanziario, nel quale le obbligazioni hanno segnato buoni risultati e il buon esito delle operazioni di compra-vendita di titoli, svolte nel corso dell’anno". Il cardinale ha tenuto a precisare che la sezione straordinaria dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), da cui dipendono gran parte delle attività finanziarie, ha cura di realizzare investimenti eticamente accettabili: si astiene, ad esempio, dall’acquistare azioni di imprese legate alla produzione di armamenti o di prodotti chimici dannosi. Un’altra voce di bilancio che ha permesso una crescita dei ricavi è il settore immobiliare che si è chiuso con un avanzo di 29 mld e 887 mln, superiore di 11 mld rispetto all’anno precedente. In crescita anche gli introiti ex can. 1271 del codice di diritto canonico, che invita i vescovi a venire incontro, secondo la loro disponibilità, alle necessità della Santa Sede. "Gli introiti derivanti da questa disposizione ha dichiarato Sebastiani hanno raggiunto nel 2000 la somma di 43 mld e 219 mln, con un incremento di circa 2 mld a fronte del risultato del ’99".” “Oggi sono stati resi noti anche i dati relativi al bilancio consuntivo 2001 dello Stato della Città del Vaticano. Anche questo bilancio si è chiuso in attivo, con un avanzo di 46 mld e 681 mln, superiore rispetto al 1999 perché non hanno pesato i costi delle opera giubilari, quali il nuovo ingresso ai musei vaticani o il parcheggio sotterraneo, che invece avevano influito sugli esercizi precedenti. Quanto all’Obolo di San Pietro, nel corso del 2000 sono stati raccolti 63.633.799,97 dollari Usa.” “