CIRCHI E LUNA PARK: MONS. SAVIOLA, NON SONO “FENOMENI DA BARACCONE”

Il circense o il lunaparchista "non è solo un saltimbanco o un fenomeno da baraccone, ma una persona umana, portatrice di diritti, con valori culturali e religiosi da proporre al mondo". Lo ha detto mons. Piergiorgio Saviola, direttore dell’Ufficio per la pastorale dei fieranti e dei circensi della Fondazione Cei Migrantes, tracciando per il Sir un bilancio del Convegno nazionale del settore, conclusosi ieri ad Assisi sul tema "Alla luce della Parola di Dio, i circensi e i lunaparchisti promotori di una comunità viva". Su queste categorie di persone, ha sottolineato Saviola, "fioriscono i pregiudizi, si discute per sentito dire, si consolidano stereotipi fasulli. Tanti, troppi, vorrebbero omologare o clonare le comunità etniche a propria immagine e somiglianza". Sono circa 70 mila i circensi e i fieranti che girano per le piazze dei paesi, in occasione delle sagre e feste patronali, per "portare a piccoli e grandi un sano divertimento", informa Migrantes. "Fieranti e circensi – commenta Saviola – sono un singolare banco di prova della capacità di incarnazione e di inculturazione delle Chiese" e chiedono alla comunità ecclesiale prima di tutto "fraterna accoglienza e vera carità". Con una particolare sottolineatura: quella della necessità del passaggio "dalla prospettiva ecumenica a quella interreligiosa". Nel circo, infatti, si viene a contatto con persone di altre religioni, soprattutto musulmani: per loro e per le altre religioni o confessioni cristiane, suggerisce Saviola, si potrebbero "creare liturgie particolari", sia di carattere ecumenico che interreligioso, aprendo così la porta "alla comprensione e al dialogo con questi fratelli".