CONF. EPISCOPALI REGIONALI: CONCILIO SARDO, "UN MODO NUOVO DI ESSERE CHIESA"

"Un cammino conciliare lungo e non sempre facile, quello che, come Chiesa in Sardegna, abbiamo insieme percorso e condiviso; la nostra esperienza deve adesso tradursi in un modo nuovo di essere Chiesa profetica in questa terra sarda e nel mondo". Lo ha detto ieri mons. O. Pietro Alberti, arcivescovo di Cagliari, presidente del Concilio plenario sardo e della Conferenza episcopale sarda, chiudendo il Concilio, nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria di Cagliari. Annunciato il 16 aprile 1987, durante la Messa crismale, e indetto il 6 gennaio 1992, il Concilio plenario sardo ha registrato il coinvolgimento di centinaia di rappresentanti del mondo religioso e laico. Perciò, in questi anni di lavoro, si è cercato "di scrutare i segni dei tempi – dichiara il presule -; di ascoltare e comprendere le domande ed attese più vere che sono nel cuore delle persone; di convertire l’azione delle nostre Chiese per meglio servire il Vangelo". Nel corso della stessa celebrazione gli arcivescovi e vescovi della Sardegna hanno promulgato gli Atti finali del Concilio. Si tratta "di un documento pastorale – ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale sarda – dove, come pastori, desideriamo offrire indicazioni concrete per le nostre comunità cristiane".