"Il cristianesimo non può accettare la logica del più forte, l’idea che la presenza di poveri, sfruttati e umiliati sia frutto dell’inesorabile fluire della storia". A ribadirlo sono i vescovi italiani, che nei nuovi Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000 invitano i credenti ad "allargare lo sguardo" per affrontare adeguatamente per "far fronte alle sfide della globalizzazione", che "amplia sì gli orizzonti spaziali delle nostre vite, creando grandi e sempre nuove opportunità, ma in realtà restringe quelli temporali, appiattendoci sul presente e chiedendoci nel contempo una capacità di risposta e una velocità di adeguamento ai cambiamenti tutt’altro che facili da conseguire". "Se non si attuerà ciò che è in nostro potere per rimuovere l’attuale appiattimento sul presente è il monito della Cei non sarà certo facile combattere gli esiti individualistici della cultura in cui viviamo". Gesù, ricordano inoltre i vescovi, "ha annunciato che saranno proprio i poveri a regnare, a precederci nel regno dei celi. Su questo punto il cristianesimo non può scendere affatto a compromessi: il povero, il viandante, lo straniero non sono cittadini qualunque per la Chiesa". A proposito dello scenario "globale" della nostra società, nel documento di osserva che ormai essa "si configura sempre più come multietnica e multireligiosa": per questo è necessario "affrontare un capitolo sostanzialmente inedito del compito missionario: quello dell’evangelizzazione di persone condotte tra noi dalle migrazioni in atto", diventando "missionari" nelle "nostre terre". "Rilanciare una pastorale d’ambiente per raggiungere quanti sono in attesa dell’annuncio cristiano" e "dare efficacia al contributo dei cattolici alla vita della società": queste altre priorità indicate dai vescovi, che invitano i fedeli a "farsi prossimi agli uomini e alle donne che vivono in situazioni di frontiera: i malati e i sofferenti, i poveri, gli immigrati, le tante persone che faticano a trovare ragioni per vivere e sono sull’orlo della disperazione, le famiglie in crisi e in difficoltà materiale e spirituale".