Domenica prossima, festa di Pentecoste nonché 38° anniversario della morte di Papa Roncalli, in piazza S. Pietro la cerimonia di traslazione dell’urna – costruita, ed è la prima volta per un papa, in cristallo e senza alcuna grata di protezione (ma con un sistema antisfondamento) – comincerà con una processione che partirà dalla Porta della preghiera per arrivare all’altare papale, sul sagrato della basilica vaticana. Dopo la Messa concelebrata dal Papa e dai cardinali, l’urna resterà davanti all’altare fino alle ore 20 così che i fedeli, potranno vederla nella sua collocazione definitiva (presso l’altare di S. Girolamo, nella basilica di S. Pietro) già a partire dalla mattina del giorno dopo. Solo Innocenzo XI e Pio X, ha informato il card. Noé, sono stati gli altri due papi che da Beati hanno avuto il “privilegio” di Papa Giovanni, ma mai “con tanto interesse” da parte dei fedeli: non si è in grado di fare numeri, ha detto l’arciprete della basilica vaticana ai giornalisti, ma certo “ci si attende una grande folla, vista l’attenzione che circonda l’evento”. “Maestro del mondo e padre del cuore di tutti”: così Noé ha definito il “Papa buono”, che è stato “un Papa di transizione, ma che non passa, né nella mente né nel cuore di tanti fedeli”. Il Concilio Vaticano II, la “semplicità con cui sapeva commuovere tutti”, l’amore per l’ecumenismo, i “continui riferimenti all’essenzialità della pace”: questi, secondo Noé, alcuni tratti distintivi del pontificato di Papa Roncalli. “La glorificazione di Gesù – ha concluso il cardinale – continua attraverso l’opera dello Spirito Santo, che agisce in coloro che hanno voluto camminare sulla via della santità e della perfezione: ecco perché si è voluto abbinare la traslazione dell’urna di Papa Giovanni alla festa di Pentecoste”.