APPELLO DI UN RELIGIOSO AI PARLAMENTARI PERCHÉ SI AUTORIDUCANO LO STIPENDIO

“Mi auguro, come il popolo italiano si augura, che non giungano ulteriori aumenti stipendiali ai Parlamentari, ma al contrario che ci sia una sostanziosa riduzione dello stesso”: lo ha detto p. Antonio Rungi, docente di teologia morale e direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Sessa Aurunca (Caserta). Nella dichiarazione diffusa oggi il religioso passionista sottolinea che un atto del genere sarebbe “non solo un segno di novità, ma anche una giusta valutazione dei problemi economici che si trova ad affrontare il Paese con le molte spese per il funzionamento delle istituzioni pubbliche”. P. Rungi basa il suo ragionamento sul fatto che “durante la campagna elettorale i parlamentari hanno visto personalmente i disagi di milioni di persone, che non hanno lavoro e non possono neppure alimentarsi in modo regolare”. Una autoriduzione dello stipendio, quindi, “sarebbe un gesto di solidarietà verso i tanti italiani in difficoltà” dotato di alto valore simbolico. “Si tratta – prosegue il religioso – di rispondere alle attese della gente, rivalutando il ruolo di parlamentare come un vero e disinteressato servizio al popolo italiano. Servizio che deve essere soprattutto di ‘onore’ e ‘dignità’ e non per altri fini”. “Certamente – conclude la dichiarazione – il mensile di diversi milioni che ricevono i parlamentari italiani contrasta con la povertà diffusa e con la logica stessa di un servizio che deve essere onorifico e non retribuito”.