ROMANIA: “BIBBIA DI BLAJ”, SEGNO DEL DIALOGO TRA CATTOLICI E ORTODOSSI

E’ stata presentata questa mattina la ristampa anastatica della Bibbia di “Blaj” a cura della tipografia vaticana. Si tratta della traduzione in lingua romena della Bibbia, pubblicata nel 1795 a cura del monaco greco-cattolico Samuil Micu, nella doppia versione con caratteri cirillici e latini. Si tratta di un’opera di importanza storica per due ragioni. Anzitutto, ha spiegato in conferenza stampa il card. Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, perché la Bibbia di Blaj “possiede un non indifferente significato ecumenico. Tradotta per opera del celebre monaco Samuil Micu fu accettata da cattolici e ortodossi. Data la sua qualità è stata perciò adoperata comunemente da entrambe le comunità, poi ristampata, costituendo infine una base per altre traduzioni. Grazie a ciò si è formato un comune linguaggio teologico”. ” “Quest’opera ha un’importanza storica anche dal punto di vista linguistico perché, ha spiegato Eugen Simion, presidente dell’Accademia romena di Bucarest e uno dei curatori della ristampa, rappresenta “un punto di riferimento per l’evoluzione della lingua romena. Samuil Micu ha creato una lingua piena di suggestioni e di colori. Perciò quest’opera ha giocato un ruolo importante anche al di fuori dei confini, ha prodotto una coscienza dell’identità culturale romena”. I traduttori dei testi sacri, ha notato il presidente dell’Accademia romena, sono “pellegrini del cielo”, il loro lavoro va al di là della semplice traduzione. La Bibbia di Blaj, ha aggiunto Cesare Alzati, docente all’Università di Pisa, racchiude il cammino e la storia delle “Chiese unite” di Romania e riporta nella medesima tradizione Chiese ortodosse, Chiese greco-cattoliche e Chiese cattoliche di rito latino. Grazie all’opera di Samuil Micu, ha spiegato l’arcivescovo greco-cattolico, mons. Virgil Bercea, i cristiani in Romania, utilizzano tutti la medesima traduzione liturgica della Bibbia.” “