“Richiamo all’unità e valorizzazione della ricchezza delle diversità e delle identità”: è l’appello lanciato ieri da mons. Method Pirih, vescovo di Koper, e mons. Dino De Antoni, vescovo di Gorizia, al tradizionale pellegrinaggio delle due diocesi a Sveta Gora-Montesanto. La liturgia eucaristica, presieduta dai due presuli, è stata celebrata nelle lingue del territorio “goriziano”. È stato come elevare “un inno – hanno affermato i due vescovi – alla pace e alla convivenza tra i popoli in un luogo, che ancor prima della divisione del confine, avvenuta dopo la seconda guerra mondiale, ha sempre radunato in preghiera le popolazioni friulane e slovene”. Per questo, al termine del rito, tutti i presenti, recatisi davanti al monumento dedicato alla “concordia et pax”, hanno recitato una preghiera per i caduti di tutte le guerre, invocando gli ideali di amicizia e di fraternità fra i popoli. “È questo il senso dello Spirito di Montesanto (Svetogorski Duh) – hanno dichiarato mons. Pirih e Mons. De Antoni, in un’intervista rilasciata per Tele Koper-Capodistria -, che da tanti anni ormai invita i cristiani delle due diocesi a farsi in tutte le circostanze promotori della comunione in Cristo nella varietà dei linguaggi e delle culture”. Alla celebrazione si sono uniti anche il sindaco della città e il presidente della provincia di Gorizia.