IL PAPA AGLI ARMENI: CONTINUATE CON IL VOSTRO IMPEGNO ECUMENICO

Il 1700° anniversario del battesimo dell’Armenia – dove il Papa dovrebbe recarsi nel settembre prossimo – “rappresenta un’opportunità provvidenziale per celebrare e rinnovare i legami fraterni fra la Chiesa cattolica e la Chiesa armena”. E’ quanto scrive oggi Giovanni Paolo II, in una lettera inviata al Catholicos di Cilicia, Aram I, per invitarlo a proseguire nel suo “impegno ecumenico” in modo da “renderlo più fruttuoso” e adeguato a rispondere alle sfide di un nuovo millennio. Ricordando i tempi delle “persecuzioni e gli espatri che hanno tormentato la nazione armena”, il Papa cita la Cilicia come una terra in cui “la cristianità armena ha prosperato per secoli, fino all’ultima parte del diciannovesimo secolo e ai primi anni del ventesimo secolo, quando drastici cambiamenti politici e sociali hanno fatto sì che al fede armena venisse di nuovo dispersa. Molti hanno trovato rifugio nei Paesi vicini, specialmente in Libano e in Siria, mentre altri hanno dato luogo ad una diaspora nel mondo. Gli orribili massacri che hanno portato alla morte e all’emigrazione di così tanti vostri antenati sono parte della vostra memoria comune. Hanno causato profonde ferite collettive e personali che hanno ancora bisogno di essere rimarginate”. Nonostante tutto questo, sottolinea però Giovanni Paolo II, “i cuori e le menti” del popolo armeno non hanno perso la loro “fiducia” nella fede, e nei secoli si sono sviluppate “relazioni cordiali” tra la Cilicia e la Chiesa cattolica, come dimostrano i “frequenti scambi di lettere e di visite” e gli incontri con il Catholicos karekin I, che nell’ultima sua visita a Roma, nel 1997, ha firmato con il Papa una dichiarazione comune in cui le comunità cristiane si impegnano a fondo nel dialogo ecumenico, nell’ottica del “rispetto reciproco” e in vista di “una piena comunione”. La “riconciliazione e la fraternità”, conclude il Santo Padre rivolgendosi ad Aram I, devono continuare ad essere “gli obiettivi primari” dei rapporti tra le due Chiese.