“Il mondo chiede che i dittatori che hanno compiuto dei crimini contro l’umanità non rimangano impuniti. Per questo, urge l’esistenza di un Tribunale Penale Internazionale che si occupi di questi reati in modo stabile e permanente”. Così Giovanni Conso, presidente della Conferenza istitutiva del Tribunale penale internazionale (Tpi), ha ribadito ieri l’urgenza di una ratifica da parte dei Paesi firmatari, per la costituzione definitiva del Tpi.” “Nel corso del dibattito, promosso dalla fondazione “Toni Weber”, a Roma, presso l’Università Gregoriana, nell’ambito della Campagna per l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale, Conso ha dichiarato che “chi crede in questa causa deve avere un solo motto: urgono queste ratifiche. La scossa – ha aggiunto – la danno le organizzazioni non governative (Ong)” alle quali ha lanciato un appello per un impegno più serrato.” “La campagna della “Fondazione Weber”, infatti, è finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica sul Tpi e a spingere gli Stati a ratificare lo ‘Statuto di Roma’, del 17 luglio 1998, la cui entrata in vigore è subordinata alla ratifica da parte di almeno 60 Paesi dei 120 firmatari e le ratifiche finora depositate sono solo trenta. A questo riguardo la Fondazione, in collaborazione con Amnesty International ha avviato da circa un anno, “la campagna delle cartoline telematiche, da spedire via e-mail alle ambasciate e ai responsabili politici dei paesi che ancora non hanno ratificato il trattato”. Ai rappresentanti della ambasciata presenti all’incontro Conso ha consegnato come incoraggiamento alla ratifica un elenco di 1300 firme di persone che hanno aderito all’istituzione della Corte penale.” “