CONCISTORO: MESSAGGIO FINALE, APPELLO PER UN “CESSATE IL FUOCO” IN MEDIORIENTE (2)

Al termine del loro concistoro, i 155 cardinali presenti rinnovano il loro impegno “ad operare per la giustizia, la solidarietà e la pace verso i popoli che soffrono a causa di tensioni e di guerre” ed esprimono “la solidarietà di tutta la Chiesa” particolarmente all’Africa, “ove numerose popolazioni sono provate da conflitti etnici, da una persistente povertà e da gravi malattie”. DI fronte, poi, “alle numerose, gravi e nuove sfide che la Chiesa incontra nell’attuale svolta epocale, l’esperienza di fede vissuta con il Giubileo ci sprona a non avere paura, ma a prendere il largo”. E ad una sorta di bilancio spirituale del Giubileo è dedicata la prima parte del messaggio finale del Concistoro, che comincia con una riconferma, da parte dei porporati, della loro “profonda comunione di fede e di amore con il Santo Padre”. La “grande eredità del Giubileo”, scrivono i cardinali esprimendo “cordiale gratitudine” al Pontefice per lo scorso Concistoro (dedicato, appunto, alla preparazione dell’Anno Santo), “ci offre come dono e responsabilità quella di rinnovare la nostra confessione di fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, crocifisso e risorto, unico e universale Salvatore del mondo”. “La familiarità con la Parola di Dio, la preghiera assidua e la comunione personale con Lui, la partecipazione all’Eucaristia, l’accoglienza della misericordia del Padre nel sacramento della Riconciliazione”: sono questi, per i cardinali, i contenuti principali di “un coraggioso impegno verso la santità”. La missione evangelizzatrice della Chiesa, concludono gli autori del messaggio, comporta il sentirsi chiamati “con urgenza”, “di fronte al grande bisogno che ogni uomo ha di Cristo”, “non solo a ‘parlare’ di Lui, ma anche a farlo ‘vedere'”, con l’annuncio della “Parola che salva” e con “l’audace testimonianza di fede, in un rinnovato slancio missionario”.