1041 soci, tra parrocchie, sacerdoti, laici, ed enti ecclesiastici; 516 soci risparmiatori; 30 miliardi i risparmi depositati; 106 le parrocchie aiutate per una esposizione pari a più di 17 miliardi. Sono i numeri del Fondo solidarietà ecclesiale (Fse), cooperativa che da cinque anni opera ‘nella’ e ‘per’ la chiesa di Padova, presentati nei giorni scorsi all’annuale assemblea dei soci. A darne notizia è il settimanale della diocesi patavina “La Difesa del popolo” che all’iniziativa dedica un dossier.” “”Il Fondo di solidarietà ecclesiale – si legge nell’ultimo numero del settimanale – si propone di esprimere tra i soci la solidarietà e la comunione anche nei beni materiali. Nasce da qui l’aiuto che la cooperativa fornisce alle comunità parrocchiali che devono sostenere spese per la costruzione o ristrutturazione di chiese, case canoniche, centri parrocchiali e scuole materne”. “Finora – spiega don Giancarlo Smanio, segretario del Fse – 173, tra parrocchie e enti ecclesiastici si sono affidati al Fse; come dire che quasi due parrocchie su tre hanno avuto bisogno di aiuto”. Si calcola che nei cinque anni di attività la cooperativa ha fatto risparmiare alle parrocchie oltre 6 miliardi di interessi passivi, parte dei quali viene praticamente pagata dal Fse”. Il fondo si rivolge a tutti: preti, parrocchie e laici. Questi ultimi ormai sono ben presenti tra i soci della cooperativa. La solidarietà del fondo ha raggiunto anche la terra di missione. “Dal ’96 – afferma don Smanio – sono state costruite scuole, chiese, centri sociali e acquistati mezzi di trasporto in Kenya, Brasile, Ecuador e Tailandia”. Tutto questo è reso possibile perché alcuni soci rinunciano a parte o a tutti gli interessi sui propri risparmi. “Questa – conclude il sacerdote – è ciò che noi chiamiamo quota di fraternità. Un segno tangibile della solidarietà”.” “” “