A Badin, i delegati che hanno partecipato alla terza conferenza sull’ambiente promossa dal Ccee hanno sottolineato l’importanza della testimonianza dei cristiani. “Il ruolo della Chiesa di oggi – si legge nel documento che traccia le conclusioni dell’incontro – non può limitarsi ad essere ‘avvocato per il creato’, ma deve elaborare progetti e proporre modi di vita alternativi”. A Badin sono stati presentati “esempi incoraggianti”: tra questi, l’iniziativa dei “bilanci di giustizia” (Italia e Svizzera), il sostegno nei paesi in via sviluppo di metodi produttivi rispettosi sia degli uomini che dell’ambiente (ad esempio nella produzione di caffè, tessili, fiori ecc.), il progetto “Economia di comunione” che coinvolge nel mondo 761 singoli imprenditori, i cosiddetti “fondi o banche etiche” che prevedono investimenti in progetti a sostegno dell’ambiente e dello sviluppo. In crescita l’impegno delle Chiese in questo ambito. Gli episcopati di alcuni Paesi hanno pubblicato ultimamente (ad esempio in Slovacchia) o stanno preparando lettere pastorali sulla responsabilità per il creato (come per es. in Italia, Irlanda e nei Paesi Bassi). Sono stati istituiti anche gruppi di lavoro e commissioni presso le Conferenze episcopali, centri di informazione e consulenza (per es. in Inghilterra, Belgio, Svizzera, Germania), come pure sono state promosse iniziative per l’educazione ambientale nelle scuole ed a livello pastorale, di importanza centrale per l’impegno ecclesiale. Il Ccee fa infine sapere che il lavoro fin qui svolto, proseguirà con una nuova consultazione in programma in Italia dal 23 al 26 maggio 2002. Il tema proposto è stato: “La responsabilità ambientale in rapporto a lavoro, ricerca, innovazione ed economia”.