“Immaginavo i fiorentini molto più riservati, anch’io pensavo di presentarmi in maniera più compunta. Invece, ci siamo contagiati a vicenda”. Così il nuovo arcivescovo di Firenze, mons. Ennio Antonelli, ha spiegato stamani, nel suo primo incontro con la stampa cittadina, la calorosa accoglienza dei fiorentini e il suo conseguente atteggiamento. “Non amo i gesti formali – ha spiegato -, amo i gesti liturgici, che cerco però di ridurre al minimo e di farli nel miglior modo possibile”. Per questo, entrando ed uscendo domenica pomeriggio dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore, ha evitato i segni di croce preferendo stringere mani e facendo capire più volte di voler abbracciare tutti. Informale anche la sua prima conferenza stampa: “Quello che interessa molto a me – ha detto rivolgendosi ai giornalisti – probabilmente interessa meno voi. Comunque, faremo amicizia”. Antonelli ha poi riferito di aver confermato, come primo atto, tutti gli incarichi di Curia, ricordando l’immagine di Chiesa tracciata nella sua prima omelia: “Orante, fraterna, missionaria e appassionata di umanità”. In attesa di “una ricognizione geografica della diocesi”, il nuovo arcivescovo di Firenze, celebrerà ogni mattina la Messa in uno dei monasteri di clausura. Farà inoltre il possibile per le cause di beatificazione di La Pira, Dalla Costa e Facibeni. All’inizio di giugno la prima partecipazione alla Conferenza episcopale toscana e a luglio il primo viaggio: destinazione il Brasile dove operano alcuni sacerdoti fiorentini. ” “” “” “