“La celebrazione del Giubileo è stata quella dell’entrata di Dio nella storia umana”. Così il card. Roger Etchegaray, ha introdotto, la sua riflessione su due particolari celebrazioni giubilari: la memoria dei testimoni della fede del XX secolo e la purificazione della memoria della Chiesa con il perdono. “Il 7 maggio – ha ricordato il card. Etchegaray – abbiamo celebrato al Colosseo un giorno di memoria per un secolo di martiri”. Le sedici testimonianze, lì ascoltate, “rivelavano sedici bei volti di cristiani di tutti gli orizzonti geografici, culturali e confessionali”. Quelle testimonianze certamente ci hanno spianato la strada per il futuro. A tal riguardo, non bisogna neanche dimenticare “lo sguardo grave e sereno del Papa, il 12 marzo scorso, prima domenica di Quaresima, quando insieme a sette cardinali, portatori di sette peccati capitali dei figli della Chiesa” ha invocato “la misericordia sulle miserie dell’uomo”. Le riflessioni su questi due avvenimenti non possono, però, distogliere la memoria “dalle celebrazioni impenetrabili – ha sottolineato il cardinale -, in cui ciascun penitente, attraverso la confessione dei peccati, celebrava l’amore misericordioso della Santissima Trinità”. Sono questi i gesti che ci stimolano “a passare – ha concluso il Presidente del Comitato del Giubileo – da una Chiesa per i poveri ad una Chiesa povera. Ed è questa la questione più toccante ed urgente per l’evangelizzazione del nuovo millennio”.