“Si tratta di porre a fuoco gli obiettivi missionari prioritari e i metodi di lavoro più idonei, nonché di ricercare i mezzi necessari. Occorre dedicarsi ad una adeguata formazione e valorizzaione di tutti gli operatori pastorali, perché vasto e complesso dinanzi a noi è il campo di azione apostolica”. Così Giovanni Paolo II ha aperto questa mattina, alle ore 9, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, la prima sessione del VI Concistoro Straordinario, convocato dal Pontefice per riflettere sulle propsettive della Chiesa per il terzo millennio. “La composizione di questa venerata assemblea – ha proseguito il Papa -, che raccoglie porporati provenienti da ogni parte della terra e appartenenti a svariate culture, ben raffigura l’unità, l’universalità e la missionarietà della Chiesa, proiettata verso nuovi traguardi”. Perciò, in questi giorni “ci confronteremo fraternamente – ha spiegato – sui problemi e sulle sfide pastorali” ed insieme “ricercheremo le linee più confacenti per essere, anche oggi, segno credibile dell’amore di Dio per ogni uomo”. “Sappiamo, però, – ha proseguito – che, se indispensabile è il nostro impegno”, nel delineare interventi programmatici concreti, “tutto dipende dall’azione divina”, di cui abbiamo goduto le meraviglie durante il Grande Giubileo. “Per tale ragione, – ha concluso – lo sforzo prioritario di ogni credente e della comunità ecclesiale non può non essere quello di tendere alla santità, alla ricerca appassionata di Dio, alla contemplazione amorosa del suo volto”.